Scopri il progetto “Gentilezza d’altri Tempi – la Comunità che Cura”, al Monastero di San Biagio
sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo

Qui et Ora – Gentilezza d’altri tempi è un percorso pensato per persone over 65 che desiderano stare bene, muoversi, esprimersi e condividere tempo di qualità, in un contesto accogliente e non giudicante. È aperto a tuttə, con un’attenzione particolare a chi convive con fragilità legate alla memoria, al movimento o alle funzioni cognitive, e a chi ogni giorno se ne prende cura.
Gli incontri saranno il giovedì pomeriggio, presso il Monastero di San Biagio, dalle 14.30 alle 18. Sono gratuiti, chiediamo solo un piccolo contributo di 3 euro per le spese della merenda. Iniziamo il 15 gennaio con la presentazione dei laboratori.
I laboratori intrecciano danzaterapia, arteterapia, musica, yoga dolce, attività in natura e momenti di gioco e convivialità, in un equilibrio tra continuità e scoperta. Ogni proposta è adattabile, non performativa e costruita sulle persone che partecipano, rispettando tempi, desideri e possibilità di ciascunə.
Qui non si viene per “fare terapia”, ma per stare: muovere il corpo senza paura, creare senza giudizio, cantare anche senza voce, camminare insieme, respirare con calma. Le attività sono guidate da professionistə esperti e si svolgono in piccoli gruppi, per garantire cura, ascolto e attenzione reale.
Qui et Ora è un luogo dove sentirsi a casa, anche quando la vita cambia passo. Un percorso su misura, che mette al centro la dignità, la relazione e il piacere di essere parte di una comunità viva.
Se stai cercando un luogo dove non dover dimostrare nulla,
se hai voglia di muoverti senza fretta,
di creare senza giudizio,
di stare con altre persone senza sentirti fuori posto,
Qui et Ora è pensato per te.
I Laboratori
Il programma laboratoriale di Qui et Ora – Gentilezza d’altri tempi nasce come un percorso integrato di benessere, relazione e stimolazione, pensato per persone over 65 e, in particolare, per chi si trova nelle prime fasi di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. I laboratori non sono concepiti come attività terapeutiche in senso stretto, ma come spazi di vita condivisa in cui corpo, mente, emozioni e relazioni vengono attivati in modo armonico, accessibile e non medicalizzato. Accanto alle persone partecipanti, il progetto riconosce e sostiene anche il ruolo dei caregiver, offrendo loro momenti dedicati di ascolto, condivisione e accompagnamento.
Le attività di arteterapia condotte da Viviana Falcade attraversano linguaggi e materiali diversi – pittura, decoupage, lavorazione dell’argilla, arte in natura – e utilizzano la creatività come strumento di espressione, comunicazione e cura. Il contatto con i materiali, il gesto artistico e il tempo lento del fare permettono di stimolare la manualità, favorire l’emersione di ricordi, sostenere l’autostima e offrire sollievo emotivo, in particolare nei momenti di ansia o disorientamento. L’attenzione non è rivolta al risultato estetico, ma all’esperienza del “qui e ora”, alla possibilità di raccontarsi senza parole e di sentirsi riconosciuti nella propria individualità.
La danzaterapia, condotta da Alberta Assandri, propone esperienze di movimento dolce e guidato, adattabili alle diverse condizioni fisiche, che mettono al centro la relazione tra corpo, spazio e gruppo. Attraverso il movimento, il ritmo e l’ascolto reciproco, le persone sono invitate a riscoprire il proprio schema corporeo, a migliorare coordinazione ed equilibrio e a rafforzare il senso di presenza e appartenenza. Il corpo diventa così luogo di incontro, espressione e connessione, capace di sostenere anche la sfera emotiva e relazionale.
La musica attraversa il progetto come linguaggio universale di memoria e socialità. Il laboratorio “A suon di musica!” della Scala del Re combina canto popolare, ascolto musicale, strumenti semplici e balli di gruppo, creando occasioni di partecipazione attiva e di condivisione gioiosa. Il repertorio della tradizione favorisce il richiamo della memoria autobiografica, stimola il movimento e rafforza i legami tra le persone, restituendo alla musica il suo ruolo originario di esperienza collettiva e inclusiva. Quando possibile, il percorso si apre alla comunità con momenti di festa e restituzione pubblica.
Le Bocce Quadre rappresentano uno dei cuori simbolici del progetto. Attività ludica a basso impatto, accessibile anche a chi ha mobilità ridotta, il gioco stimola attenzione, equilibrio, concentrazione e capacità strategica, offrendo al tempo stesso un’esperienza di leggerezza e convivialità. Accanto al gioco, l’atelier creativo permette di decorare e personalizzare le bocce, trasformando l’esperienza in un percorso multisensoriale che unisce movimento, manualità e immaginazione. L’imprevedibilità delle Bocce Quadre diventa metafora di resilienza e capacità di stare nella complessità, anche quando il percorso di vita cambia forma.
Le pratiche di yoga e meditazione, con Chiara Anselmo e Davide Manfredi, sono proposte in forma dolce, inclusiva e adattabile, con l’uso di sedie, supporti e posture semplificate. Attraverso il respiro consapevole, il rilassamento guidato e movimenti lenti, le persone vengono accompagnate a migliorare mobilità, equilibrio e attenzione, riducendo stress e tensioni. La pratica favorisce una riconnessione profonda con il corpo e il presente, offrendo benefici documentati sulla qualità della vita e sul benessere emotivo.
Il contatto con la natura è parte integrante del percorso. I laboratori all’aperto, come il Yarn Bombing in collaborazione con Agritrutta, uniscono creatività tessile, lavori di maglia e all’uncinetto, esplorazione dell’ambiente e momenti conviviali. Fili, alberi, parchi e camminate diventano occasioni per stimolare i sensi, rafforzare il senso di appartenenza e vivere la natura come spazio di relazione e cura, non solo come sfondo.
Accanto a queste attività, il laboratorio “Percezione, Emozione, Espressione”, nato dall’esperienza del CREAM CAFE di Genova, propone un lavoro sui linguaggi non verbali, integrando movimento, grafica e pratiche sensoriali. Attraverso giochi, esplorazioni corporee e visive, tableaux vivants e improvvisazione creativa, il laboratorio valorizza anche le modalità espressive neurodivergenti, riconoscendo le differenze cognitive come risorse e non come limiti.
Infine, il progetto prevede un percorso specifico dedicato ai caregiver, coordinato dall’Istituto Adler di Cuneo. Gli incontri offrono uno spazio protetto di narrazione, confronto e sostegno, in cui condividere fatiche, risorse e strategie, contrastando isolamento e senso di solitudine. Prendersi cura di chi cura è parte essenziale della visione di Qui et Ora, che riconosce la relazione come cuore di ogni percorso di benessere.

Al Monastero di San Biagio arrivano attività e incontri pensati per persone over 65, aperti anche a chi convive con Alzheimer, Parkinson o demenza senile,
Monastero di San Biagio, Mondovì (Strada di Morozzo 12, Località San Biagio)
💛 Ti prendi cura di qualcunə ogni giorno?
E tu, quando trovi uno spazio per te?
All’interno di Qui et Ora – Gentilezza d’altri tempi è previsto un percorso gratuito dedicato ai caregiver: familiari e persone che ogni giorno si prendono cura di chi convive con Alzheimer, Parkinson o altre fragilità cognitive e neurodegenerative.
Il percorso nasce dal riconoscimento di un bisogno spesso invisibile: quello di chi assiste, accompagna, sostiene, e troppo spesso mette da parte sé stessə. Gli incontri offrono uno spazio protetto di ascolto, narrazione e confronto, in cui poter dare voce ai propri vissuti emotivi, condividere fatiche e risorse, e ritrovare un senso di appartenenza.
Attraverso il racconto, il rispecchiamento nel gruppo e la guida di psicoterapeuti dell’Istituto Adler di Cuneo, il percorso accompagna le persone caregiver nell’esplorazione di temi profondi come l’identità, la relazione di cura, la fatica emotiva, il cambiamento, il lutto, il senso di colpa e la ricerca di significato. Non si tratta di un percorso terapeutico in senso stretto, ma di uno spazio umano e competente dove potersi fermare, respirare e non sentirsi solə.
Prendersi cura di chi cura è parte essenziale del progetto: perché il benessere nasce anche dal riconoscimento, dall’ascolto e dalla possibilità di non attraversare tutto da solə.
Scopri di più e partecipa
0174 69 84 39 –
segreteria@casadomenor.org