Il Monastero di San Biagio: una comunità che cura, cresce e accoglie
Il Monastero di San Biagio continua a essere un luogo di rinascita e di relazioni. Grazie al sostegno della Fondazione CRC, attraverso il bando “Comunità che Cura”, avvieremo per un anno una serie di incontri quindicinali di prevenzione e cura rivolti alle persone over 65, con particolare attenzione a chi è affetto da patologie croniche e neurodegenerative, nonché ai loro caregiver, attraverso attività di movimento dolce, laboratori di memoria, momenti musicali e incontri di ascolto e relazione. Questa iniziativa, che coinvolge realtà e soggetti del territorio, mira a creare un servizio stabile grazie anche alla collaborazione coi comuni del territorio e dei consorzi socio assistenziali.
Casa do Menor è tra i protagonisti anche del progetto “Giovani GenerAzioni”, vincitore del bando “Piemonte per i Giovani”, promosso dal Comune di Castelletto Stura insieme a Margarita, Morozzo, Rocca de’ Baldi e Montanera. Il progetto coinvolge ragazze e ragazzi tra i 15 e i 34 anni in laboratori di panificazione, cucito creativo, intelligenza artificiale, giornalismo civico e comunicazione digitale, promuovendo anche sport, cittadinanza attiva e sensibilizzazione ambientale. Il Monastero di San Biagio sarà uno dei punti di riferimento per la realizzazione delle attività e degli eventi condivisi.
Al contempo, Casa do Menor ha partecipato al secondo step del bando STARS della Fondazione CRC, dedicato allo sviluppo territoriale attraverso cultura, formazione e partecipazione. Il progetto presentato — incentrato proprio sul Monastero di San Biagio — mira a rafforzare la funzione sociale e culturale del complesso come centro permanente di servizi per il sociale, crescita culturale, ospitalità e innovazione educativa, unendo enti, scuole e associazioni, a livello europeo, nazionale e locale, in una rete stabile di coprogettazione e rigenerazione del territorio.
Sul fronte ambientale, la Fondazione Enel Cuore ha scelto di sostenere il progetto “Be Human, Be Green”, con l’obiettivo – attraverso il sostegno alle opere di ristrutturazione e borse lavoro – di utilizzare gli spazi verdi del Monastero per promuovere il benessere psico, percorsi di riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo. Questa visione si intreccia con il Frutteto di Comunità, già sostenuto dalla Fondazione CRC, che diventa una vera e propria “palestra di opportunità”, dove la natura, il lavoro e la relazione diventano strumenti di crescita personale e collettiva.
Accanto a questi risultati, Casa do Menor ha aderito anche a un nuovo bando regionale per i giovani, in collaborazione con il Comune di Rifreddo e diverse associazioni della Valle Po, per costruire un percorso di formazione, protagonismo e creatività dedicato alle nuove generazioni delle aree montane.
Nel frattempo, grazie ai fondi della Fondazione CRC e del PNRR, è quasi terminata la ristrutturazione di una parte del Monastero, dove sono stati spostati gli uffici di Casa do Menor. Questo ha permesso di recuperare la storica sala della foresteria, che torna alla sua originaria vocazione di luogo di armonia e benessere, quella stessa sala dove suor Beatrice teneva i corsi di yoga che tanti ricordano come momenti di pace e comunità.
Le buone notizie non si fermano: la Fondazione Azimut ha scelto di finanziare borse lavoro per persone in difficoltà, tra cui persone disabili e neurodivergenti, mentre il Rotaract Cuneo sosterrà l’acquisto di un chiosco in legno che verrà collocato nel prato del Monastero per accogliere scolaresche e attività didattiche all’aperto.
Accanto a tutto questo, Casa do Menor e l’Ufficio Migrantes della Diocesi di Mondovì hanno presentato il progetto “Col dire e il fare. Percorsi per una comunità accogliente”, che mira a costruire un territorio più solidale e interculturale, accompagnando i migranti nel percorso verso l’autonomia e promuovendo attività culturali e formative condivise
Il Monastero continua così a essere un luogo di crescita e di incontro: ogni venerdì ospita ragazze e ragazzi dei centri diurni del territorio per attività comuni, mentre nel Frutteto di Comunità la vita segue il ritmo della natura — dopo mele, cachi e melograni, si attende ora la raccolta dei kiwi.
Questa intensa attività progettuale ha inevitabilmente rallentato, negli ultimi mesi, le iniziative culturali e aggregative del Monastero, che tuttavia ripartiranno già da dicembre. Il Monastero di San Biagio è sempre più un luogo di comunità: un laboratorio di vita dove la cura, la partecipazione e la sostenibilità diventano esperienze quotidiane. È un luogo dove ci si incontra per costruire insieme soluzioni, dove si coltiva la Presenza che per Casa do Menor significa vita, relazione e futuro condiviso.